Oltre gli stereotipi: dalla parte dei bambini e delle bambine

Sarei curiosa di sentire l’opinione  dei bambini e delle bambine che si sono trovati di fronte all’esercizio che ha suscitato non poche polemiche su tutti i social qualche giorno fa. L’esercizio in questione dal libro “Bravi cittadini si diventa – volume 1” di Adele De Paolis e Tina Palatella, chiedeva di collegare con una freccia di colore diverso i nomi dei familiari, riportati sulla sinistra in ordine “mamma”, “papà” e  “figli” con il proprio ruolo a destra, indicato con: “ubbidire”, “collaborare”, “andare a lavoro”, “fare i compiti”, “fare la spesa”, “tenere in ordine i giocattoli”, “programmare la spese familiari”, “non fare i capricci”, “proibire”, “andare a scuola” e “cucinare”.

Le reazioni degli adulti coinvolti nell’educazione e non solo sono state varie, dall’indignazione da parte di chi si batte contro gli stereotipi sui ruoli di genere e chiede di denunciare la dannosità del testo, a chi lavora come insegnante e sottolinea l’importanza di cogliere esercizi simili a questo per poter aprire e affrontare insieme ai propri alunni/e tematiche sociali o nello specifico di genere.

Ma siamo proprio sicuri che le bambine e bambini abbiano fatto lo stesso collegamento che molti di noi, io compresa, abbiamo fatto dentro la nostra testa? Siamo proprio sicuri che invece non abbiano semplicemente pensato a ciò che vivono in casa loro e che abbiano in qualche modo cercato di far rientrare la loro esperienza nella colonna di destra e in quella di sinistra? E questo cosa può aver significato per ognuno di loro?

Una delle autrici sostiene che ci sia stato un “malinteso”, sottolinea che non si tratti di un “esercizio e quindi non prevede risposte corrette”, quanto di uno “spunto di riflessione, un’occasione didattica per far esprimere liberamente tutti in base al proprio vissuto”. Ok, ma la consegna così com’è è ambigua e chiara allo stesso tempo e si dà per scontato che l’insegnante in questione colga questa possibilità e lo utilizzi come strumento di confronto.

Viene dato per scontato che la famiglia sia composta da una madre, femmina, un padre, maschio, e dei figli. Si esclude tutto il resto, si escludono tutti quei bambini che una madre o un padre non ce l’hanno, si escludono tutte le famiglie allargate, si escludono tutti i bambini e le bambine che vivono un po’ con un genitore e un po’ con un altro. Si esclude la possibilità che i genitori possano essere due dello stesso sesso e no, non vedo “spazi aperti” per poter invece dare modo ai bambini di disegnare la loro famiglia, di disegnare ciò che per loro è famiglia.

Ma veniamo a quelli che sono stati definiti ruoli

Perché chiedere a dei bambini di prima o seconda elementare di riconoscersi o di riconoscere qualcuno della propria famiglia come quello che ha il ruolo di ubbidire o di proibire?

L’insegnante e co-autrice riguardo ai due termini: “Nella mia professione li ho sentiti ripetere dai genitori di tutti i tempi e sono patrimonio lessicale utilizzato quotidianamente dalle bambine e dai bambini.”

Perché non sono state proposte azioni del tipo giocare, esplorare, raccontare storie, costruire, piuttosto che mettere in ordine i giocattoli o fare i capricci. A mio parere, attività di questo tipo se non guidate rischiano di non favorire confronto, accoglienza e rispetto delle diversità come il testo si propone di fare.

Bravi cittadini si diventa, come enuncia il titolo. Sì, ma come?

Il ruolo dei professionisti che si occupano dell’educazione di bambini e adolescenti è davvero importante. Dunque perché non favorire nei più piccoli la curiosità, la libertà di espressione, la formulazione di domande rispetto a ciò che viene detto, letto, ascoltato, così da accompagnare nelle varie fasi di crescita studenti consapevoli di avere un ruolo attivo, come cittadini ma ancor prima come persone?


L’intervista all’insegnante su:

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/01/20/a-scuola-sinsegnano-gli-stereotipi-sessisti-lautrice-del-sussidiario-delle-polemiche-si-difende/6071774/

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Open chat
Contattami